Guglielmo Caccia detto il Moncalvo è un artista al quale sono stati dedicati numerosi studi e contributi nel corso degli anni. Impossibile non citare fra tutti gli studiosi Giovanni Romano le cui ricerche hanno permesso di chiarire e di conoscere meglio la sua attività artistica complessa e sfaccettata dall’alterna fortuna critica. Le sue opere, che riflettono la permeabilità dell’autore agli influssi dei numerosi artisti che ha incontrato durante la sua carriera, si riconoscono facilmente per le linee delicate, i riccioli setosi, i volti ed i movimenti aggraziati che lo descrivono come un artista che ha saputo imprimere una religiosità intima e affettuosa attraverso la pittura.
La sua abbondante produzione, legata alla fama riscossa all’epoca, è strettamente legata alle modalità di realizzazione delle opere in bottega, attraverso bozzetti e cartoni reimpiegati come modelli in numerose occasioni e a distanza di anni. Per questo motivo è difficile riconoscere e identificare le diverse mani intervenute su ogni dipinto o datare precisamente le opere, nonostante con gli anni lo stile del pittore si sia evoluto verso gamme cromatiche di carattere drammatico e i volumi dei corpi abbiano acquisito più protagonismo. I disegni contraddistinti da schizzi veloci e spontanei rappresentano un altro ambito particolare e complesso dell’attività dell’artista soprattutto per quanto riguarda la datazione e l’autografia.

